lunedì 3 maggio 2021

La carne sintetica e lo strabismo dei decisori politici europei

 

Pubblico con piacere questi articoli a cura dell'amico e collega Alfonso Piscopo, Dirigente Veterinario Azienda Sanitaria Provinciale Agrigento


La carne sintetica e lo strabismo dei decisori politici europei

The synthetic meat and the squint of European political decision makers

Diventa carnitariano l’ Ue finanzia la carne rossa

Become beefatarian the Eu finances red meat


Carne sintetica

L’UE  oltre all’uso degli insetti considerati a tutti gli effetti “Novel Food”, propone la carne sintetica. La carne prodotta in laboratorio, che secondo i ricercatori, risolverebbe buona parte dei problemi legati all’ambiente, al sovraffollamento del pianeta, e alla riduzione dell’inquinamento della sfera terrestre. Una sfida che vede coinvolti tutti i rappresentanti  del Parlamento Europeo nella scelta, dovendo dibattere su uno dei grossi capitoli inerenti l’agricoltura, e cioè la nuova PAC. All’interno di questo pacchetto di decisioni che andranno in votazione, si potrebbe dare il via libera ai surrogati della carne prodotti in laboratorio con proteine vegetali e in aggiunta spèzie e droghe varie utilizzati per insaporire gli alimenti, in modo da rendere “tale e quale” il prodotto sintetico a quello originario ovvero  alla carne vera e propria. Per dovere di cronaca bisogna dare le corrette definizioni dei due prodotti per non creare ulteriori confusioni al consumatore. Da un lato la carne sintetica che si intende promuovere come “carne”  prodotta in laboratorio ed etichettata anche con lo slogan  caro ai cultori del veganesimo/vegetarismo  di “carne pulita” (carattere per lo più ecologico ed etico) , alla  più semplicistica e originaria denominazione di “carne“: nel primo caso potremmo attribuire al prodotto sintetico per definizione un tessuto non creato da fibre naturali, ma da polimeri o altri materiali artificiali; mentre la “carne” è il tessuto muscolare derivante esclusivamente dalle parti commestibili degli animali domestici, regolarmente macellati e destinati al consumo umano. I surrogati vegetali della carne sono inseriti tra gli innumerevoli articoli della nuova PAC, e tra le pieghe di questi innumerevoli articoli si nasconde l’inghippo che farebbe inciampare i decisori politici, votando in blocco la nuova PAC , e cadendo nella trappola di dimenticare la riconferma di un emendamento votato nel 2019, che limitava la denominazione di “carne” esclusivamente alle parti commestibili degli animali domestici. Al momento della pubblicazione dell’articolo il parlamento europeo ha già deciso di non decidere, promuovendo la carne prodotta in laboratorio e non colmando il vuoto normativo, che ha visto la bocciatura degli emendamenti presentati per vietare e limitare l’utilizzo di denominazioni artificiose che ancora una volta traggono in inganno il consumatore, che vedrà esposti al banco hamburger e salsicce contenenti sostanze vegetali (burger vegano, bistecca vegana, bresaola, mortadella, salame vegetariani o vegani) indicati in etichetta che non contengono  “carne”. Chiarezza vuole che in etichetta devono essere indicate tutte le informazioni relative al prodotto, diversificando la produzione, facendo in modo che la carne sintetica venga distinta dalla carne convenzionale e possibilmente che venga commercializzata in scomparti separati dalla normale carne, come ad esempio avviene con la separazione delle carni bianche dalle carni rosse, indicandone la differenziazione anche con cartelli esposti all’esterno del bancone frigorifero. Lo strabismo dei decisori politici non è tanto dovuto al fatto che i nuovi cibi (novel food) inclusa la carne vegetale, si espanda e conquisti i mercati internazionali, ma che questa definizione non può e non deve passare come “carne” al fine di dare una corretta informazione al consumatore, il quale quest’ultimo sia consapevole di quello che deve mettere nel carrello della spesa.


Carnitariano

Lo slogan “diventa beefatariano”  è la nuova campagna Ue per promuovere la carne rossa con un budget per la campagna pubblicitaria di 3,6 milioni di euro. La campagna è stata lanciata per promuovere lo stile di vita “carnitariano”  basato sul consumo di carne rossa. E “beefatarian” sembra lo slogan  perfetto, un dualismo composto dalla crasi tra “vegetariano” e “carne di manzo”  di questa campagna pubblicitaria “diventa carnitariano” a favore della carne rossa,. Finalmente dopo anni di ritrosie, cavalcate dalle onde del convincimento che la carne fa male, un cambiamento di rotta a favore della carne rossa viene da parte dei decisori politici europei. L’obiettivo è quello di rafforzare  la conoscenza e la competitività del settore europeo delle carni bovine. La commissione Ue finanzia l’80% del budget di 4,5 milioni di euro per la campagna sostenuta dall’organizzazione interprofessionale spagnola del manzo (Provacuno) e dalla sua omologa belga APAQ-VLAAM. Become beefatarian “diventa carnitariano” sta a indicare come il settore delle carni valuterà i diversi caratteri della carne europea rispetto a quella dei paesi terzi. E il termine “carnitariano”  propone un movimento o una opinione dei consumatori che vogliono avere una dieta equilibrata prendendosene cura  per l’intero nucleo familiare con l’apporto di proteine, vitamine e minerali che la carne ha come proprietà. A   sostenere ciò è il presidente di Provacuno (Lopez) il quale fa l’identikit del consumatore di carne rossa, che deve essere “formato e informato” , che è interessato a una buona alimentazione e che sa che non c’è niente di più salutare che mangiare prodotti di alta qualità come il manzo,  contornato da  verdure e praticando l’esercizio fisico. “I produttori  di carne bovina vogliono rivendicare un consumo vario di tutti gli alimenti della dieta mediterranea in un contesto in cui le tendenze vegane o vegetariane stanno crescendo”. I promotori di questa campagna pubblicitaria, sostengono che la carne bovina contribuisca allo sviluppo sostenibile, migliora l’ambiente, nel rispetto del benessere animale. Insomma, un elenco degli argomenti per cui vegani, animalisti, ambientalisti, chiedono di ridurre o addirittura eliminare il consumo di carne. L’UE ha prodotto 2,7 milioni di tonnellate di carne bovina nei primi cinque mesi del 2020. Eurostat stima che il valore della produzione si attesti a oltre 32 miliardi di euro, che è ampiamente concentrato in Francia (23%), Regno Unito (13%), Germania (11%) , Irlanda (7%), Spagna, Italia e Polonia (6% in ciascun paese), Paesi Bassi (4%) e Belgio (3%). Un segnale positivo dopo aver   assistito per anni ad un attacco ingiustificato alla carne e ai prodotti di origine animale che non ha avuto precedenti nel suo genere.

 


Una delle immagini della campagna “PROUD OF EU BEEF” finanziata dall’Unione Europea

 


Un ‘altra  immagine tratta dalla campagna spagnola e che certificano il supporto economico dell’Unione Europea.

Eppure è ormai nota la posizione resa pubblica nel 2016 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha inserito nelle sue direttive la carne rossa nella categoria A2 ossia quella dei carcinogeni umani probabili. Nello stesso documento l’OMS inseriva, invece, la carne “processata” ossia gli insaccati, nel Gruppo 1, quello dei “carcinogeni umani certi, con 117 agenti individuati fino ad oggi (ad esempio fumo, alcol, smog, arsenico, benzene)”. Eppure la campagna “Become a Beefatarian” non sembra tenere conto di queste indicazioni, promuovendo anche un decalogo del perfetto mangiatore di carne, con immagini e testi che strizzano l’occhio a bambini, giovani e sportivi. “Un carnitariano – si legge in una delle immagini pubblicitarie –  ha una dieta bilanciata e si prende cura di se stesso, inserendo nella propria alimentazione e in quella della sua famiglia, ferro, vitamine e proteine della carne”. E ancora: “Un vero carnitariano non prende vitamine ed integratori, perché sa che con una bistecca avrà tutta l’energia che gli serve per tutto il giorno”.

 

Dott. Alfonso Piscopo

Dirigente Veterinario Azienda Sanitaria Provinciale Agrigento

 

venerdì 26 febbraio 2021

MEAT GUST, il sogno diventato realtà di due giovani imprenditori

Prendete due ragazzi, amici di infanzia con la stessa passione per gli animali e mettete insieme tanto coraggio, caparbietà, il credere in quello che si fa. È questa la ricetta vincente che ha trasformato il sogno di Luca e Pier Matteo in realtà. MEAT GUST è un’azienda agricola nel cuore della provincia di Cuneo, che alleva, lavora e distribuisce carne, seguendo tutta la filiera e la vita dell’animale, allevandolo nel miglior modo possibile per offrire prodotti di qualità superiore.


Come nasce MEAT GUST? Dopo aver assaggiato la carne di Angus durante un viaggio all’estero, è stato subito amore a prima vista: una carne così buona, tenera e infiltrata di grasso al punto giusto, se allevata anche in Italia sarebbe stata il top. E così è stato. Luca e Pier Matteo sono riusciti a portare a casa la Black Angus e ad allevarla in modo sano e in perfetta sintonia con la natura, insieme alla tradizionale Fassona Piemontese che da sempre regna in quei territori. Angus e Piemontese infatti sono due carni completamente opposte tra loro, ben marezzata di grasso la prima, magrissima la seconda, così da soddisfare tutte le richieste dei clienti. Ma vediamo nel dettaglio come nasce il prodotto e perché fa la differenza.

 

ALLEVAMENTO AL MASSIMO DEL BENESSERE

L’allevamento segue il corso lento della natura e senza forzature. Luca e Pier Matteo si recano periodicamente in Irlanda a scegliere personalmente i loro animali, dove vengono allevati in libertà sulle vaste distese incontaminate di pascolo irlandese e nutriti solo con erba (Grass Fed), per due anni. Gli animali vengono poi portati in Italia e allevati allo stato semi-brado nella loro azienda agricola familiare nell’ampia pianura ai piedi delle Alpi, dove possono godere sia di estesi spazi verdi all’aperto che di ampi ricoveri al chiuso dove ripararsi dalle intemperie. L’allevamento qui prosegue per circa 30 mesi, per ottenere quella particolare infiltrazione di grasso che dà morbidezza e sapore, ma anche fino a 4 anni o 12 anni nel caso delle vacche, allevate d’estate in montagna per ottenere una carne eccellente e dal gusto ricercato. Nel periodo estivo gli animali possono correre e muoversi liberamente in vasti recinti esterni nutrendosi di erba fresca verde del paesaggio, che dà alla carne la sua naturale essenza. Grazie all’etica di allevamento rivolta alla massimizzazione del benessere degli animali è stato possibile ridurre del 99% le problematiche di salute in stalla, assicurando una carne praticamente antibiotic-free.


 

ALIMENTAZIONE

L’alimentazione insieme al benessere degli animali è un punto di forza dell’allevamento, al 100% naturale, composta da foraggi accuratamente selezionati, mangimi naturali con cereali, paglia e fieno locale a volontà, tutte materie prime del luogo a testimonianza di un forte legame col territorio. La scelta di non utilizzare insilati, né sottoprodotti, né integratori di sali permette di ottenere una carne genuina di qualità, più gustosa e di consistenza compatta, che non perde liquidi in cottura ma conserva tutte le sue proprietà nutritive e organolettiche.

 

I PRODOTTI

Sul sito www.meatgust.it c’è una vasta scelta di prodotti in grado di soddisfare tutte le richieste e i palati più esigenti. Per chi cerca una carne magra, con pochissimi grassi, altamente digeribile, tenera e dal gusto delicato c’è l’intramontabile tradizionale Fassona Piemontese. Chi predilige una carne dal carattere più deciso e inconfondibile, la marezzata Black Angus accontenta sempre i buoni intenditori.

Qual è la peculiarità di queste carni? La presenza di grassi insaturi benefici per la salute cardiovascolare, monoinsaturi e polinsaturi omega 3 a catena lunga EPA e DHA, e composti nutraceutici funzionali che vanno a finire per la maggior parte proprio nel grasso, essenziali per il mantenimento di un buono stato di salute, grazie all’alimentazione ad erba nei primi anni di vita degli animali che arricchisce la carne di queste sostanze con proprietà positive per il nostro benessere



GAIA SELECTION 4 IT

Tra i prodotti di punta spicca GAIA SELECTION 4IT, una selezione di pregio di carré e lombate scelte di Scottone e vacche di razza Frisona che vantano l’allevamento lunghissimo dai 4 ai 7 anni che contribuisce alla formazione di un sapore molto ricercato dagli intenditori, appartenenti ad una filiera interamente italiana, con animali nati, allevati e macellati in Italia. In questa selezione vengono proposti tagli di qualità elevata, con grasso giallo grazie all’alimentazione ad erba che arricchisce il prodotto di caroteni dalle proprietà antiossidanti, e con grasso bianco dove si sente tutto il sapore dei cereali di qualità come il mais.

Già da tanti anni ormai MEAT GUST offre con successo una gamma completa di prodotti alla ristorazione, hamburgherie e a tutti i buongustai amanti della carne saporita e di alta qualità. Per provarla è semplice e comodissimo: basta fare un’ordinazione online sul sito www.meatgust.it dove la celere consegna entro 42 ore con spedizione refrigerata garantisce gusto e freschezza fino a casa propria. Meglio di così?



mercoledì 25 novembre 2020

Anche Mike Tyson abbandona la dieta vegana

 Anche Mike Tyson, come di recente tante altre celebrità, ha abbandonato la dieta vegana. Ora afferma di mangiare carne di alce, di bisonte e di altri animali selvatici, per avere la forza giusta per i suoi allenamenti, cosa che invece la dieta vegana non riusciva a dargli, per prepararsi al meglio anche in vista del prossimo match a cui ha accettato di partecipare alla sua età di 54 anni. 


Mi sono reso conto che le cose che fanno bene ad altre persone, come cavoli, verdure e mirtilli, sono davvero velenose per me adesso”, ha dichiarato Tyson in un’intervista. “Voglio che la mia forza trasudi dal mio corpo. Mangio solo alci, bisonti e animali selvatici, ora comincio a sentirmi in forma. La dieta vegana non mi dava la forza necessaria per fornirmi resistenza e il massimo delle energie.”

Per saperne di più: Dissapore

lunedì 23 novembre 2020

Dieta vegana e fratture ossee: il rischio è più alto del 40%

I vegani che rinunciano a tutti gli alimenti di origine animale hanno un rischio molto più elevato di fratture ossee rispetto alle persone che mangiano carne e pesce.

I risultati di uno studio dei ricercatori dell'Università di Oxford hanno sollevato preoccupazioni in quanto il recente aumento del veganismo potrebbe causare in futuro problemi di salute. Il SSN consiglia per questo ai vegani di pianificare attentamente la dieta per ottenere abbastanza calcio, ferro e vitamina B12

Lo studio ha rivelato che i vegani hanno 2.3 volte più probabilità di soffrire di rottura dell'anca rispetto a chi mangia carne, mentre i vegetariani il 25% di rischio più alto. 

Per saperne di più: The Times

Articoli sullo stesso argomento: Diete "veg" e rischio osteoporosi: evidenze dalla scienza - Carni Sostenibili

mercoledì 9 settembre 2020

Miley Cyrus abbandona la dieta vegana: “Ero malnutrita e il mio cervello non funzionava più come prima”

Come hanno già fatto tante altre star, anche Miley Cyrus abbandona la dieta vegana dopo ben 6 anni di questo regime alimentare restrittivo e contro natura: "Ho dovuto iniziare ad introdurre nella mia dieta pesce e omega 3. Il mio cervello non stava funzionando più come prima. Ero malnutrita. Mi ricordo di essere andata al Glastonbury, un festival che ho amato e ho amato la mia performance, ma ero allo stremo”.



Per saperne di più clicca qui. 

martedì 5 maggio 2020

Anche le star abbandonano la dieta vegana


Niente da fare per i veg convinti di cambiare il mondo e la natura onnivora dell’uomo. Anche le celebrities abbandonano la dieta vegana dopo averla provata. Dopo aver abbracciato questo regime alimentare stretto, quasi come un vanto e un nuovo modo di essere, molte star vi hanno rinunciato, rimettendo la salute tra le priorità. Eccone diversi esempi. 


Liam Hemsworth, in un'intervista a Men’s Health dello scorso aprile, ha rivelato che la sua dieta vegana, che aveva seguito per circa quattro anni, gli ha causato un doloroso calcolo renale che ha dovuto eliminare con un intervento chirurgico. "Una volta avuto un calcolo renale, c’è la probabilità del 50% di averne un altro se si continua a mangiare i cibi che lo hanno causato", ha spiegato. "Il calcolo renale si è formato a causa dell’abbondanza di ossalati di calcio della mia dieta vegana. Gli ossalati sono in molte verdure, in particolare spinaci, mandorle, barbabietola rossa, patate. Per la mia salute ho dovuto ripensare completamente a ciò che stavo mettendo nel mio corpo". 


Natalie Portman, che è stata a lungo fan non solo di una dieta a base vegetale ma di uno stile di vita vegano, ha dovuto anche lei rivalutare ciò che stava mangiando quando è rimasta incinta del suo primo figlio nel 2011. Invece di essere rigorosamente vegana, ha optato per una dieta vegetariana. "Stavo ascoltando il mio corpo che necessitava di uova e latticini", ha detto a radio Q100 nell'aprile 2011.



Anne Hathaway ha seguito una dieta rigorosamente senza carne o prodotti di origine animale per diversi anni, ma nel numero di giugno 2019 della rivista Tatler, ha rivelato di aver rinunciato alla sua dieta alcuni anni prima, quando si trovò a cena con Matt Damon. Il duo si trovava in un ristorante stellato Michelin in Islanda e Damon dichiarò di essere pronto a mangiare qualunque cosa lo chef volesse servirgli. Hathaway seguì il suo esempio e finì per banchettare con pesce fresco. "Quando ho mangiato quel pezzo di salmone il mio cervello sembrava un riavvio del computer", ha spiegato.



Ellen DeGeneres ha iniziato a seguire una dieta vegana intorno al 2008, ma anche qui la natura onnivora ha avuto il sopravvento: “Ho iniziato a mangiare un pezzo di pesce una volta ogni tanto. E mangerò uova di galline che conosco - se sono nel cortile di qualcuno e se vanno in giro felici".


Bob Harper era notoriamente vegano prima di soffrire di un infarto nel febbraio 2017. Dopo questo brutto episodio ha iniziato a temere per la sua salute e ha cominciato a includere il pesce nella sua dieta. "A tutti i vegani là fuori che mi seguono e mi dicono che avrò un altro attacco di cuore se continuo a mangiare pesce, PER FAVORE astenetevi dal pubblicare quei commenti orribili. Sono semplicemente odiosi e meschini ", ha scritto ai suoi followers su Instagram a marzo 2017. "Continuerò a fare ciò che i miei dottori ritengono giusto per me nella mia situazione, quindi per favore, semplicemente, se non siete d’accordo smettete di seguirmi”. 


Derek Hough ha dichiarato nell'agosto 2017 che in quel momento stava seguendo una dieta vegana, ma non riusciva a mantenere a lungo questo regime alimentare a base vegetale. Nel novembre di quell'anno anche lui ha ceduto al bisogno innato di carne.


Jared Leto ha ammesso di essere in realtà un "cheagan" – cioè un vegano "imbroglione". "Non mangio mai carne. Ma se la mamma di qualcuno preparasse qualcosa per me lo mangerei, o se fossi in Alaska e ci fosse un bel salmone selvaggio fuori dal fiume, lo mangerei."



Zooey Deschanel seguiva una dieta vegana, ma nell'aprile 2011 ha detto alla rivista Health di non attenersi più a un regime alimentare strettamente vegetale perché le sue varie allergie alimentari lo rendevano quasi impossibile. "Ho molte sensibilità alimentari - non riesco a mangiare grano o soia - ed è stato molto difficile mangiare e assumere abbastanza calorie".


Dax Shepard e sua moglie Kristen Bell hanno adottato una dieta vegana nel 2012 dopo aver visto Forks Over Knives, un documentario sull'importanza di mangiare in questo modo, ma non si è attenuto ad esso. Infatti quando PETA lo ha nominato fra le "celebrità vegetariane più sexy", lui ha twittato: "Sono davvero lusingato di essere stato nominato, ma purtroppo non posso accettare in buona coscienza perché mangio pollo", spiegando di essere stato "vegano per un anno, ma che è finito 6 mesi fa".


Kristen Bell ha rivelato nell’ottobre 2017 di aver rinunciato alla sua dieta vegana quando è rimasta incinta: “Lavoravo e sentivo che non stavo assumendo abbastanza calorie”.

Per saperne di più: USMagazine

giovedì 26 marzo 2020

Ecco la smentita al video su Tg Leonardo

Ieri il video della puntata del Tg Leonardo andato in onda il 16 novembre 2015 ha gettato tutti noi nello sconcerto. Stavolta non si trattava di un video qualunque girato da pinco pallino, ma di un vero e proprio servizio di Rai Scienza, ragion per cui le perplessità, per i non addetti ai lavori, erano motivate. Tempestiva è arrivata la smentita da virologi esperti, tra cui il nostro Burioni, un vero punto di riferimento ormai per tutta la questione Covid-19, e a susseguirsi tanti altri. Vi riporto l'analisi che secondo me è più semplice da comprendere per tutti, ben spiegata e supportata da referenze, di Ferdinando di Cunto



Altre fonti attendibili: 
Get the latest public health information from CDC: https://www.coronavirus.gov .
Get the latest research from NIH: https://www.nih.gov/coronavirus.