lunedì 17 novembre 2014

8 cibi che rischiamo di non mangiare più

Purtroppo a causa del riscaldamento globale e dei conseguenti cambiamenti climatici, ci sono degli alimenti che rischiamo seriamente di non mangiare più, oppure sarà sempre più costoso e quindi un privilegio potervi accedere. A causa dell’aumento delle temperature e delle sempre più frequenti alluvioni, ci saranno colture che non sarà più possibile praticare e altre che si trasferiranno verso luoghi più favorevoli. Secondo David Lobell, direttore del “Center on Food Security and the Environment” dell’Università di Stanford, l’agricoltura è molto sensibile al clima e gli effetti sul sistema alimentare sono già evidenti. Il fattore determinante è l’aumento dell’anidride carbonica: «Dal momento che per la fotosintesi clorofilliana l’anidride carbonica è fondamentale, in molti hanno sostenuto che l’aumento non possa che giovare all’agricoltura. Ma si raggiunge un punto oltre il quale la Co2 non aiuta. Inoltre altri fattori – come la scarsità d’acqua o le oscillazioni vertiginose della temperatura – vanificano i benefici dell’aumento dell’anidride carbonica». Lobell ha già notato gli effetti del cambiamento climatico su alcune colture: «I dati del rendimento di frumento e mais hanno registrato cali significativi, così come anche la frutta. Gli alberi da frutto richiedono infatti momenti di freddo per una produzione ottimale. Se non vivono alcune giornate invernali, la produzione cala e gli effetti ricadono sui prezzi». Secondo Lobell e secondo alcuni studi a sostegno delle sue tesi, ci sarebbe una lista di alimenti che rischiano maggiormente per gli effetti procurati dalla siccità e dal riscaldamento globale, a tal punto che potrebbero sparire per sempre dalle nostre tavole.
 
Tra questi troviamo il mais e gli animali che mangiano mais, lo sciroppo d’acero, fagioli, ciliegie, frutti di mare, caffè, cioccolato e vino. L’innalzamento della temperatura avrebbe già causato un significativo rallentamento della crescita del mais, mentre i cambiamenti nel clima tropicale stanno mettendo in serio rischio la produzione di caffè e cioccolato. Quest’ultimo in particolare non sparirà del tutto, ma diventerà sempre più un lusso, dato che la minor produzione si tradurrà in un aumento smisurato dei prezzi. Alcuni studiosi affermano che la produzione del caffè potrebbe spostarsi in Asia, mentre per quanto riguarda la coltivazione africana, questa potrebbe subire un calo di oltre la metà fino alla totalità della produzione. Anche i frutti di mare, a causa del crescere del grado di acidità degli oceani, rischiano fortemente, per la compromissione del loro habitat naturale e di tutto il sistema acquatico. Le ciliegie, i fagioli e la viticoltura sono molto sensibili ai cambiamenti delle temperature e stanno soffrendo non poco. Si stima che in Australia e in California entro il 2050 oltre il 70% della terra potrebbe non essere più idonea alla coltivazione della vite. Come possiamo allora noi consumatori contribuire ad evitare che tutto questo accada? Nel nostro piccolo possiamo fare molto, come ad esempio acquistare alimenti che sono stati prodotti con metodiche sostenibili e rispettose dell’ambiente. Potete scaricare qui delle utili guide al consumo consapevole e nel frattempo fare anche una bella scorpacciata di tutti questi cibi prima che svaniscano!!!
 
 

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