venerdì 30 novembre 2018

Cestini natalizi di salumi e formaggi tipici garfagnini



Sei un buongustaio e stai cercando il regalo di Natale perfetto? Quest’anno se volete fare bella figura con un regalo un po’ diverso dal solito, andate alla Macelleria Mediavalle Carni, dove potete trovare degli esclusivi cestini natalizi di formaggi e salumi garfagnini ma anche di vari prodotti tipici della Garfagnana ad un ottimo rapporto qualità prezzo. 








Per info:

sabato 17 novembre 2018

La Stellina della Carne Bovina: la nuova campagna di informazione per promuovere il consumo consapevole di carne bovina


E’ stata scritta una nuova pagina di storia che riguarda il mondo della comunicazione: la Stellina della Carne Bovina è la nuova campagna di informazione lanciata da Assocarni e Mipaaf per promuovere il consumo consapevole di carne bovina italiana, facendo conoscere i suoi valori nutrizionali, l’importanza delle proteine animali nella dieta mediterranea, l’impatto sulla salute, sull’ambiente ed il contributo della zootecnia alla tutela del territorio.

La campagna, cofinanziata dal Mipaaf con bando pubblico per la selezione di programmi di informazione e promozione sui prodotti freschi e trasformati delle filiere carni, verrà messa in onda sulle reti Rai con il formato di “Lezioni di etichetta”, a partire da oggi 18 novembre con spot video, radiofonici e digital ideati e prodotti da Rai Pubblicità, differenziati per i vari canali Rai (TV, web, radio, cinema nelle sale del circuito di Rai Pubblicità), su diversi temi: cosa sono le carni sostenibili, proprietà dei nutrienti della carne bovina, carne bovina e ambiente.

La particolarità di questa campagna è che per la prima volta in assoluto in Italia, gli spot sono stati ideati e realizzati da Rai Pubblicità anche nella modalità di “Pubblicità Accessibile e Inclusiva", pensata per essere fruibile da tutte le persone, incluse sorde e cieche, con sottotitoli, Lingua Italiana dei Segni (LIS) e contributi audio dedicati.

Felicissima di aver assistito alla presentazione della campagna, a cui sono onorata di aver potuto dare anche io il mio piccolo contributo, avvenuta venerdì 16 novembre a Roma, con la partecipazione di Pietro Gasparri, Dirigente Dip. Politiche competitive e qualità agroalimentare del Mipaaft, e con gli interventi di Franҫois Tomei, Direttore Generale Assocarni, Fabrizio Ferragni, Direttore Relazioni Istituzionali Rai, Emilia Grazia Costa, Responsabile Progetti Speciali e Nuove Tendenze Rai Pubblicità, ed Elisabetta Bernardi, nutrizionista e divulgatrice scientifica, docente all’Università di Bari. 



Sono lieto di presentare questa campagna realizzata dalla Rai e vedere tanta partecipazione, così ampia di giornalisti, associazioni industriali e associazioni che rappresentano persone cieche e sorde”, comincia Franҫois Tomei, Direttore Generale Assocarni: “Sono lieto che il Mipaaf abbia voluto promuovere e finanziare una campagna informativa per raccontare la nostra filiera, non per promuovere il consumo di carne ma per informare il consumatore sul valore della filiera zootecnica bovina italiana e sull’importanza che ha carne in tutte le fasi della vita, dall’età pediatrica alla senilità, attraverso un format autorevole, che è “Lezioni di Etichetta”, certificato anche dallo IAP, quindi un modo terzo per contrastare le fake news che hanno assalito il nostro settore negli ultimi anni”.

Vorrei iniziare dalla dimensione economica del nostro settore, raccontare il valore della nostra produzione zootecnica bovina, che vanta un patrimonio bovino di 6 milioni di bovini in tutto il territorio nazionale, con diversità di allevamento dalla Sicilia alle Alpi, e diversità di tipologia, dall’estensivo a quello confinato della Pianura Padana, che è una ricchezza e un presidio del territorio, con un fatturato 10 miliardi, quindi una filiera solida importante che dà un contributo fondamentale anche al secondo settore manifatturiero, che è rappresentato dall’industria alimentare, in cui siamo presenti”


Sono anni che troviamo informazioni sbagliate su temi nutrizionali, ma anche su temi quale quello ambientale a partire dal 2006, quando uscì un importante studio della FAO che diceva che la zootecnia rappresentava un problema per l’ambiente. Poi negli anni è mutata la posizione della stessa FAO, dove oggi dice addirittura che la sostenibilità si raggiunge attraverso la zootecnia, evidenziando quindi l’importanza della zootecnia nel mondo, che dà sostentamento a 2 miliardi di persone e che è un presidio ambientale. Lo vediamo anche con queste alluvioni, come sia importante mantenere il territorio e far sì che ci siano quelle famiglie che oggi allevano bovini, che vivono 365 giorni con gli animali”. 


Questa è una slide significativa sulle emissioni, per chiarire come per anni si è cercato di addossare alla zootecnia e al bovino in particolare le emissioni, come se fosse un problema mondiale, mentre è chiaro a tutti che le fonti energetiche del trasporto sono il problema numero uno, quindi il bovino che è nel mirino impatta solo per un 6-7%. E questi sono dati mondiali, perché i dati europei e italiani sono ancora più bassi. In Europa abbiamo una politica agricola da 50 anni, una cura per il territorio, per l’allevamento e un’attenzione per l’alimentazione dei bovini che fa sì che le emissioni siano solo del 3%. Si consuma di più andare a Bruxelles che mangiare carne per un anno. In generale è sbagliato misurare la sostenibilità del cibo e quindi paragonare le pere con le mele: il cibo se ha delle emissioni è giusto intervenire, ma utilizzare per fini ideologici questi dati è profondamente sbagliato”. 



La slide successiva mostra come l’Europa generi emissioni ridotte, mentre i paesi in via di sviluppo che non hanno una politica agricola e di gestione del territorio generano le maggiori emissioni. Occorre un gran lavoro da parte della FAO per favorire una gestione più corretta dell’allevamento”. 

Anche riguardo all’impronta idrica, i 15.000 litri di acqua lasciavano basiti, fino poi a scoprire che quello che conta è in realtà solo l’acqua blu, fermo restando che un litro d’acqua in Israele non ha lo stesso valore come un litro d’acqua in Italia, quindi anche qui andrebbe fatta una differenza, ma è solo l’acqua di falda quella che realmente viene consumata e che è preziosa, non l’acqua piovana. Quindi anche qui chi utilizza questi dati per scopi ideologici, crea delle fake news per far sembrare che la zootecnia usi tutte le risorse del pianeta, mentre basta vedere che in realtà l’impronta è molto più bassa”.


La nostra Campagna è realizzata da Rai Pubblicità con questo format, con spot televisivi molto corti di 30 secondi con cui abbiamo scelto di parlare di aspetti nutrizionali e ambientali. Non c’è la possibilità di trattare tutti gli aspetti solo con i brevi spot, quindi c’è il sito internet dove questi temi sono ampiamente trattati, dando delle risposte al consumatore, quindi sarà possibile approfondire gli argomenti nel sito dedicato.”

Su www.lastellinadellacarnebovina.it sul sito istituzionale www.assocarni.it saranno approfonditi i temi dei messaggi video su Clessidra Ambientale, sugli impatti della CO2, sull'impronta idrica, sugli aspetti nutrizionali e sulla salute. Il tutto seguendo il filo conduttore dei "principali volti della sostenibilità della carne bovina italiana" che costituiscono l’ossatura della campagna: 1) Nutrizione, 2) Sicurezza, 3) Ambiente, 4) No spreco, 5) Economia. 



Al Ministero abbiamo deciso di finanziare questa campagna di promozione nel rispetto delle norme comunitarie perché è importante comunicare al consumatore in modo che sia poi in grado di scegliere”, prosegue Pietro Gasparri, Dirigente Dip. Politiche competitive e qualità agroalimentare del Mipaaf: “Sono gli esponenti scientifici che devono comunicare che il consumo equilibrato di carne bovina fa parte di una dieta sana e mediterranea. Abbiamo avuto parere positivo dello IAP, cioè l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitario coinvolto sempre nella valutazione delle campagne, e questo è importante perché c’è un ente terzo che sovrintende e valida i messaggi pubblicitari. L’aver coinvolto poi persone con handicap uditivo e visivo è una cosa molto qualificante che va al di sopra delle motivazioni nostre, per cui è una campagna molto sentita”.


La carne è al centro dell’attenzione del consumatore perché ha accompagnato la storia dell’uomo da sempre, ha contribuito alla sua evoluzione, all’attività cognitiva, allo sviluppo del cervello e attraverso la caccia all’evoluzione del linguaggio”, dice Elisabetta Bernardi, nutrizionista e divulgatrice scientifica, docente all’Università di Bari: “E’ un alimento molto efficiente, cioè con piccole quantità riesce a dare una grande densità di nutrienti e per questo è inserito in tutti i modelli alimentari equilibrati, per esempio nella dieta Dash, studiata dai cardiologi americani per abbassare l’ipertensione, oppure nel modello Weight Watchers pensato per combattere obesità e sovrappeso, ma soprattutto presente nel modello alimentare mediterraneo, che è benefico per la salute, non solo per la prevenzione di alcune patologie, come rischio cardiovascolare, obesità ma legato anche a una maggiore longevità”.

All’apice della piramide c’è la carne perché apporta nutrienti unici in gran quantità e in una forma altamente biodisponibile. Qui sono riassunti i nutrienti e le sostanze bioattive della carne bovina, le proteine di ottima qualità perché contiene amminoacidi essenziali che noi non siamo in grado di produrre e dobbiamo ottenere dalla dieta, e la carne li contiene tutti e in gran quantità. Con circa 100 g di carne si riesce a coprire un terzo del nostro fabbisogno quotidiano di proteine. La carne produce circa 20 grammi di proteine con 100 g e il nostro fabbisogno è 0.9 g di proteine per kg di peso corporeo”. 



“Troviamo anche micronutrienti molto importanti, come la vitamina B12, che è esclusiva degli alimenti di origine animale e con 100 g si coprono circa i due terzi del nostro fabbisogno, mentre nei bambini si copre abbondantemente il fabbisogno quotidiano. Troviamo vitamine del gruppo B e minerali come il ferro, ed è importante diffondere con la pubblicità l’importanza del suo consumo perché il ferro è una delle sostanze per cui c’è una maggiore carenza nella popolazione, non soltanto nei paesi in via di sviluppo, ma anche nel nostro paese. La mancanza di ferro in particolari fasi della vita è legato a deficit cognitivi e una crescita inferiore. Anche lo zinco è importante nella crescita e interviene nel processo di cicatrizzazione”.

Di solito si pensa che l’attività antiossidante sia solo di frutta e ortaggi, quindi dei vegetali, ma in realtà anche nella carne ci sono dei potenti antiossidanti, come l’acido linoleico coniugato, la taurina, il coenzima Q10, il glutatione che ha un potere antiossidante molto elevato. L’acido linoleico coniugato invece ha attività anticancerogena e antiossidante. La colina è importante per l’attività cognitiva e la memoria e se l’assunzione è sufficiente è dimostrata una buona capacità cognitiva anche durante la vecchiaia. Già in gravidanza e allattamento c’è un fabbisogno più elevato di proteine, quindi un alimento altamente efficiente come la carne è molto utile. Quando si parla di efficienza si intende che con piccole quantità si riescono a coprire grandi fabbisogni”. 


“Se volessimo per esempio coprire il fabbisogno di amminoacidi essenziali con cereali e legumi, che sono considerati delle alternative agli alimenti di origine animale per quanto riguarda il contenuto proteico, dovremmo assumere dalle 3 alle 5 volte più calorie rispetto a quanto si assume con la carne. In particolare 80 grammi di carne che apportano 70 calorie equivalgono come contenuto di amminoacidi essenziali a 2 piatti di pasta e fagioli che apportano oltre 800 calorie. Questo bisogna considerarlo anche in termini di prevenzione del sovrappeso e obesità, un problema che riguarda tutte le fasi della vita. Nei bambini le proteine, la vitamina B12 e il ferro sono fondamentali per la crescita. In particolare il ferro è legato all’attività cognitiva: c’è uno studio su 5000 studenti adolescenti americani in cui si è visto che i livelli di ferro erano collegati ai risultati scolastici in matematica, ma anche un altro recente su un altissimo numero di bambini e adolescenti in cui si è messo a confronto chi consumava carne e chi non la consumava: chi consumava carne ha registrato un’altezza maggiore e una maggiore capacità di risposta alle malattie e un indice di massa corporea inferiore”.

Per gli sportivi e gli anziani è importante aumentare le proteine con un alimento efficiente, specialmente negli anziani per conservare la massa muscolare. Una dieta variata, che comprende tutti gli alimenti, come il nostro modello mediterraneo è efficiente anche per mantenerci in salute: se confrontiamo il fattore di rischio per la salute in una dieta ricca di carne rossa, vediamo che è minimo se confrontato ad una dieta povera di cereali integrali, o povera di latte o povera di frutta e alcuni comportamenti creano molti più problemi, come l’abitudine al fumo, all’alcool e alla sedentarietà. La carne nella dieta è bene che ci sia, specialmente in alcune fasi della vita, in quantità moderata come consigliata in tutti i modelli dietetici di riferimento, in misura di due-tre porzioni a settimana, nella quantità di 100-150 grammi a porzione. E’ quanto mai opportuno fare informazione su un corretto consumo di carne e questa campagna ha centrato in pieno l’obiettivo”. 


Siamo molto orgogliosi di questa iniziativa, per due motivi, primo perché questa campagna permette un’informazione ai fini di un consumo consapevole di un alimento che è la carne, e secondo motivo è che per la prima volta in Italia avremo una campagna pubblicitaria che riguarderà non udenti e non vedenti”, prosegue Fabrizio Ferragni, Direttore Relazioni Istituzionali Rai: “Questi sono motivi di orgoglio per noi e per i quali attribuiamo importanza a questa iniziativa. Spesso abbiamo fake news su questo alimento, che è centrale nella dieta mediterranea che fa essere la popolazione italiana più longeva al mondo insieme alla popolazione giapponese”.

“Ci fa piacere che questa campagna abbia dei timbri autorevoli del Ministero e dello IAP in quanto essendo un argomento controverso questa pubblicità ha richiesto un timbro di qualità che testimonia che questa campagna è molto seria. Avrà grande visibilità e verrà spesa sui nostri 25 canali di TV e radio, sul sito web che catalizzano 42 milioni e mezzo di persone che ogni giorno sono collegate su questi canali, per cui l’impatto sarà potente. Siamo i primi in Italia a fare questa campagna e questo ci inorgoglisce come servizio pubblico, la cui missione  è rendere tutti membri della stessa comunità, anche chi per nascita ha delle disabilità che potrebbero non renderli allo stesso livello delle altre persone. L’80% dei nostri programmi è sottotitolato alla pagina 777 del televideo per consentire a queste persone di poter seguire questi canali. Non è semplice perché l’80% sono sottotitolati in diretta, ma la Rai ci crede e lo facciamo solo noi. Il 18 novembre si parte”.


La Stellina della Carne Bovina è il titolo della campagna pubblicitaria per l’Informazione e la Promozione del consumo consapevole di carne bovina, perché ognuno di noia merita una stellina, e in un percorso di conoscenza in relazione al bando Mipaaf che ci è stato consegnato, vediamo qual è la stellina che merita la carne bovina”, spiega Emilia Grazia Costa, Responsabile Progetti Speciali e Nuove Tendenze Rai Pubblicità: “La campagna consta di vari soggetti, è una narrazione che si snoda in una lettura che va a leggere le proprietà della carne con contenuti descritti in dettaglio e ad alta definizione in racconti virtuali di 30 secondi pubblicitari nel format “Lezioni di etichetta”.

E’ una comunicazione che ovviamente non può entrare così in maniera scientifica nella descrizione dettagliata, ma sicuramente cerca di proporre su basi scientifiche una divulgata di contenuti importanti. Questo formato fa parte di un progetto che si chiama “Be Transparent”, che ha un laboratorio dietro ed è una comunicazione credibile, scelta da Assocarni come comunicazione che poteva meglio veicolare questi contenuti”.

“Il progetto “Be Transparent” è il progetto che noi abbiamo messo a servizio della trasparenza e delle persone. Nasce da una laboratorio legato alle nuove tendenze socio culturali che già da 4 anni lavora per individuare quali sono i bisogni delle persone e dei cittadini e i bisogni delle imprese e di fare un matching tra queste due cose in coerenza con quella che è la mission di servizio pubblico che è il nostro editore, la video company di servizio pubblico Rai. Il bisogno è quello della trasparenza, il poter avere informazioni di dettaglio per poter fare scelte consapevoli da parte del consumatore. Da parte delle imprese invece è di poterle dare questa informazioni, perché tante volte le imprese, la buona industria fa tantissime iniziative che però diventa difficile veicolare perché non hanno a disposizione un veicolo e un vocabolario per poterlo fare”.

“Con molta umiltà abbiamo costruito questo progetto di “Lezioni di etichetta” per dare questa opportunità alle imprese. Per la carne abbiamo svolto l’etichetta virtuale, la campagna è certificata IAP, che dà parere favorevole ai claim e ai contenuti prima di poter essere mandati in onda e abbiamo capito da 5000 interviste che le campagne risultano particolarmente gradite, quasi al 90% dalle persone che le guardano, e questo dato viene fuori dall’Auditel della Rai sui programmi. Questo format risulta particolarmente credibile dal 74% delle persone, con voti da 6 a 10, emersi dalle nostre ricerche e risulta un format eticamente responsabile. 


“Gradimento, Credibilità, Fiducia ed Eticità sono le dimensioni di “Lezioni di Etichetta” che ne fanno una vera e propria piattaforma di brand reputation  (Ricerca QRP di Rai Pubblicità). Contenuti e linguaggi della campagna sono stati progettati in coerenza con tutte le piattaforme Rai, con una pianificazione altamente qualitativa per poter realizzare una copertura crossmediale complessiva di oltre 63 milioni di contatti sul target Responsabili Acquisto e di circa 15 milioni sul target del trend Be Transparent di Rai Pubblicità, individui attenti alle scelte di consumo”.

L’obbiettivo del bando era rendere i consumatori consapevoli dell’importanza della carne bovina in una dieta equilibrata, che è la mediterranea, patrimonio dell’UNESCO, abbiamo sviluppato questo contenuto parlando delle diverse età della vita, rappresentando la piramide alimentare, come contrastare le fake news ed entrando nel dettaglio delle proteine, delle vitamine e spiegando cosa sono le proteine ad alto valore biologico e per chiudere con la parte dell’ambiente, perché la filiera bovina è virtuosa, perché entra in maniera circolare nella vita delle persone, in chi ci lavora, in chi consuma carne e che quindi ha un impatto positivo nell’ambiente. Anche noi, realizzando questa pubblicità, abbiamo capito tanti contenuti che prima non conoscevamo”.

Si tratta poi di una pubblicità particolare perché è unbranded, cioè non è su un marchio. L’audio per non vedenti è un’esperienza sensoriale oltre che un contributo non solo per persone cieche, ma utile per tutti, che andrà in onda su Radio Rai come long spot nella rubrica “Ad Alta Voce” e traduce il linguaggio visivo in audio: la lavagna è diventata un’audio lettura, un nuovo modo di comunicare, sviluppando i contenuti anche per le persone sorde. Lo scopo è dare informazioni complete di dettaglio trasparenti, includendo tutte le platee, tutte le persone: siamo stati i primi in assoluto in Italia.

A presto dunque con la prima uscita dello spot, durante il programma di Fabio Fazio questa sera. Tutti sintonizzati per la prossima lezione di etichetta! 


martedì 13 novembre 2018

La bufala sulla pericolosità dei forni a microonde

Girano da tempo e nuovamente sui social degli articoli allarmistici che mettono in evidenza la pericolosità dei forni a microonde. Sappiate che si tratta di notizie prive di fondamento scientifico. La cottura al microonde non solo non causa il cancro, ma mantiene intatte le proprietà nutritive degli alimenti, molto più dei metodi tradizionali. Purtroppo si tratta di bufale che evidentemente fanno comodo a qualcuno… 


Per saperne di più:


mercoledì 7 novembre 2018

Presentazione del libro “La sostenibilità delle carni e dei salumi italiani”: ecco perché non salveremo il mondo non mangiando carne


Ieri a Bologna ho partecipato alla presentazione del libro “La sostenibilità delle carni e dei salumi italiani”, un altro traguardo dell’Associazione Carni Sostenibili, che dopo quattro anni dalla diffusione del primo rapporto sulla sostenibilità del settore zootecnico, ne ha pubblicata una nuova versione più amplia e aggiornata, non solo sul web ma anche cartacea nelle librerie. Un vero e proprio libro dunque che si propone come punto di riferimento da cui attingere fonti oggettive e informazioni scientifiche per chiunque si trovi ad affrontare un dibattito leale sulla produzione e consumo di carne e salumi, per un confronto costruttivo e trasparente, libero da ideologie, posizioni estreme e pregiudizi.



Sono intervenuti all’evento il Presidente ANA, Accademia Nazionale Agricoltura, Giorgio Cantelli Forti; il Presidente di Carni Sostenibili Giuseppe Pulina, Agronomo e Professore Ordinario di Zootecnica Speciale dell’Università di Sassari; la Nutrizionista Elisabetta Bernardi, Biologa con specializzazione in Scienza dell’Alimentazione e Docente dell’Università di Bari; Ettore Capri, Professore Ordinario di Chimica Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Massimo Marino, Ingegnere ambientale e Amministratore di LCE.

Nel libro, edito da Franco Angeli, vengono analizzati in modo scientifico e oggettivo i 5 pilastri della sostenibilità delle carni e cioè la nutrizione, gli impatti ambientali e l’economia circolare applicata agli allevamenti e all’industria, la sicurezza alimentare e il benessere animale, gli aspetti economici delle filiere e la lotta allo spreco del cibo



Con questo libro di facile lettura si ha finalmente uno strumento scientifico alla portata di tutti, con cui affrontare in modo rigoroso alcune tematiche complesse e molto care al consumatore attento, come il vero rapporto tra carne e malattie, i consumi reali di carne in Italia e nel mondo, l’utilizzo degli antibiotici negli animali e l’impatto ambientale degli allevamenti.

Viene fatta così finalmente chiarezza in un magma di fake news e luoghi comuni, scoprendo che non è la zootecnia la principale causa delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, ma ci sono settori ben più impattanti, come i trasporti. Basti pensare ad esempio che un solo volo di andata-ritorno da Roma a Bruxelles genera emissioni ben più alte rispetto al consumo annuo di carne e salumi di un solo individuo. Le emissioni di gas serra della produzione di carne pesano solamente per un 10% di tutte le emissioni al mondo, mentre quelle per il settore energetico e i trasporti pesano per il 65-70%. 




Stesso discorso riguardo all’impronta idrica della carne, per cui è ormai appurato che non è vero che servono 15.000 litri d’acqua per produrre un kg di carne, ma solamente 1.495 litri vengono effettivamente consumati, ossia di acqua blu, in quanto la restante parte è costituita da acqua verde, cioè acqua piovana che ritorna nel naturale ciclo dell’acqua.



Durante l’evento di presentazione è stato ribadito poi il ruolo della carne e delle proteine animali in una dieta sana ed equilibrata, rafforzando il concetto che la proteina vegetale non è efficiente quanto la proteina animale e in particolare la carne è l’unico alimento che fornisce una densità di nutrienti essenziali con pochissime calorie, fattore importante in un mondo dove dilagano sovrappeso e obesità. 




Analizzando poi i reali fattori di rischio per la salute scopriamo che una dieta ricca di carne rossa, con dosi massicce e ben oltre quelle raccomandate, ha comunque un rischio bassissimo e irrisorio, confronto ad altri comportanti ben più nocivi ma che non riscuotono oggi così tanto clamore. 


Insomma guardando alla realtà scientifica delle cose, liberandoci dai paraocchi dei preconcetti e del sentito dire, scopriamo che il non mangiare carne non solo non giova alla nostra salute, ma non salva nemmeno il pianeta. La vera sfida oggi è quella di “produrre di più con meno risorse”, alla base dell’economia circolare, con l’obbiettivo di una maggiore offerta, ma più “sostenibile”, efficiente e attenta all’ambiente e al benessere degli animali.

giovedì 1 novembre 2018

L’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani al Festival della Scienza di Genova


Vi ricordo domani l’appuntamento al Festival della Scienza di Genova alle ore 18.00 ci sarà l’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani con un nuovo e divertente gioco sui salumi italiani.
Il gioco a quiz prevede che ogni concorrente sfidi gli altri partecipanti, cercando di rispondere in modo corretto al maggior numero di domande proposte sui salumi. Si scopriranno così le tecniche di lavorazione, i luoghi d’origine e tante altre curiosità. Il primo sarà gustativo: si dovrà indovinare il salume che si sta assaggiando, ad occhi chiusi.

Il quiz vuole essere un modo per testare la conoscenza che i consumatori hanno su questi eccellenti prodotti della tradizione gastronomica italiana, e magari anche sfatare falsi miti come, per esempio, quelli legati alla nutrizione. Non tutti sanno che sotto il profilo energetico un etto di mortadella ha meno calorie di un piatto di pasta e le stesse calorie del formaggio da spalmare. O che la pancetta è tra i salumi che negli ultimi anni hanno diminuito maggiormente la quantità di sale, segnando -47% rispetto a 20 anni fa. Oppure, che basta una porzione da 50 grammi di alcuni salumi, come coppa e speck per citarne due, per raggiungere il 15% del fabbisogno giornaliero di importanti sali minerali come potassio e fosforo. Dopo il gioco seguirà l’aperitivo SalumiAmo®, con l’assaggio di diverse tipologie di salumi, tra cui il prosciutto crudo, il prosciutto cotto, la pancetta e il salame.
Fonte: EfaNews

 

Coldiretti, McDonald’s Italia e Inalca insieme a sostegno della filiera italiana della carne bovina sostenibile



Coldiretti, McDonald’s Italia e Inalca hanno annunciato la firma di un protocollo d’intesa a sostegno della filiera italiana della carne bovina sostenibile, siglato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, accordo che coinvolgerà 4.000 allevatori in 3 anni, con una prima fase di test a inizio 2019 che vedrà protagoniste 400 aziende.

L’obiettivo è valorizzare italianità, sostenibilità e trasparenza, favorendo l’adozione e la diffusione di pratiche sostenibili e la formazione del personale impegnato nell’allevamento di bovini, in termini di benessere animale, ambientale ed economico-sociale. Un progetto che coinvolge l’intera filiera, dagli allevatori alla trasformazione fino alla distribuzione nei 570 ristoranti McDonald’s in Italia.

In questo modo viene certificata la sostenibilità dell’intera filiera del settore bovino italiano, dall’allevamento al consumatore e a garantire il rispetto degli standard saranno l’AIA, l’Associazione Italiana Allevatori e il Dipartimento Qualità Agroalimentare.


L’obiettivo del progetto è lo sviluppo in Italia dei primi allevamenti sostenibili basati sui seguenti criteri:

1)  BENESSERE ANIMALE: rispetto di almeno 4 indicatori dei 5 monitorati da AIA (Associazione Italiana Allevatori);

2)  SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE: impegno al rispetto della condizionalità prevista dalla PAC;

3)  SOSTENIBILITA’ ECONOMICA, ETICA E SOCIALE: trasparenza e rispetto del contratto nazionale del lavoro e delle norme di sicurezza.


Le stalle italiane sono al centro di un mondo fatto di valori economici, sociali e ambientali che fanno bene al Paese. Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni, per questo promuovere gli allevamenti italiani con progetti sostenibili e concreti significa tutelare un patrimonio comune di tutta l’Italia” ricorda il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

Abbiamo deciso di intraprendere questo percorso al fianco di Inalca e Coldiretti, realtà fondamentale per il settore agroalimentare italiano, per dare vita a un nuovo standard che dimostrasse in modo certificato l’altissimo livello degli allevamenti italiani da cui proviene il 100% della carne venduta nei nostri ristoranti”, commenta Mario Federico, Amministratore Delegato di McDonald’s Italia: “McDonald’s sostiene la filiera di qualità e del territorio, per rispondere alle esigenze di consumatori informati e sempre più attenti a provenienza, qualità e genuinità dei prodotti”.

Un’industria di trasformazione leader del settore come la nostra”, ha dichiarato Luigi Scordamaglia Amministratore Delegato di Inalca, “ha un ruolo fondamentale da un lato per valorizzare al meglio il lavoro quotidiano di migliaia di allevatori e dall’altro per garantire gli alti standard di qualità e sicurezza che i milioni di consumatori che ogni giorno si rivolgono a McDonald’s pretendono. Un’alleanza unica ed integrata, fondamentale per rilanciare insieme a degli attori unici come Coldiretti e McDonald’s la filiera bovina nazionale”.

Fonte: Coldiretti

Lanciato nello spazio il primo salame


Agganciato a un tagliere di legno a bordo di un pallone aerostatico, è stato lanciato nello spazio il primo salame: la missione è stata curata dagli organizzatori della Festa del Salame, tenuta a Cremona dal 26 al 28 ottobre. Il salame è decollato il 3 ottobre all’alba ed è atterrato “sano e salvo” in aperta campagna dopo un volo di circa quattro ore. 


«Tutto è andato per il meglio», hanno commentato gli organizzatori. «Abbiamo calcolato scrupolosamente i venti e abbiamo controbilanciato il peso con una scatola in polistirolo in cui abbiamo collocato due telecamere e un GPS, oltre ad alcune manciate di sale per annullare». Il salame è stato esposto in una teca durante la Festa del Salame, rassegna che ha portato per tre giorni nel centro di Cremona una grande varietà di insaccati da tutto lo Stivale, proponendo un ricco programma di eventi tra cui degustazioni in chiave gourmet, incontri scientifici sulle proprietà nutrizionali degli insaccati e anche una disfida per l’elezione del “miglior salame contadino”.